DDL Concorrenza tra ovvietà e vantaggi

DDL Concorrenza tra ovvietà e vantaggi

Il vero effetto per la professione

Con il DDL concorrenza si è voluto sancire quello che era già una realtà: le società possono esercitare l’odontoiatria. Già da anni le società di fatto esercitavano l’odontoiatria (qui in Friuli da più di 25 anni), anche se con le sentenze dal Mise erano stati sollevati alcuni dubbi.

Purtroppo le nostre forze (associazioni professionali) sono sempre molto deboli rispetto alle vere lobby economiche e quindi è stata una battaglia persa in partenza.

Inoltre non ho percepito questa grande lotta…ad esempio mi sarebbe piaciuto ricevere molte e-mail che mi spronassero a scrivere o contattare un parlamentare riguardo tale aspetto, come accade quando vogliono che promuova un’azienda di spazzolini o un gruppo di convenzionamenti.

In ogni caso la realtà rimane la stessa. Si è persa un’occasione per affermare la professione (magari rendendo necessaria la formazione di Stp) in una realtà come quella odierna in cui il capitale vuole sottrarre alla libera professione il ruolo principale nella gestione della salute.

Per gli investitori la salute rimane un’altra occasione di guadagno, come dimostrano le vendite e gli accorpamenti di catene dentali dove il paziente rappresenta il prodotto da scambiare e su cui speculare. Questo comporta purtroppo una spersonalizzazione del rapporto umano, come capita spesso dove arriva la struttura di capitali.

Questo DDL può comportare però dei vantaggi per la nostra professione. Il capitale per fortuna è spesso miope e non vede nel lungo termine in quanto, come in politica, si cerca sempre il beneficio a breve (solitamente 5 aa).

Innanzi la volontà di creare delle strutture di capitali con conseguente spersonalizzazione del rapporto umano, renderà sempre più prezioso il rapporto medico-paziente tipico della nostra professione. Questa relazione non viene tenuta in debito conto dagli aziendalisti che la considerano ormai “tramontata”, come si legge in qualche loro libro. Quindi si ricercheranno ancora di più tali aspetti , difficilmente rinvenibili nelle catene dentali, dove spesso non si conosce neanche il nome del medico e dove la fretta non permette una corretta comunicazione.

Secondo aspetto, ma molto più importante, lo troviamo proprio nel DDL che, pur ripetendo un’ovvietà, afferma che “l’esercizio dell’attività odontoiatrica è consentito esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409” (oltre alle società). Quindi a nessun altro. Voglio proprio vedere cosa succederà tra circa 8 anni quando quasi la metà dei dentisti sarà pronta per andare in pensione. Le società forse “compreranno” i pazienti da questi professionisti, ma chi lavorerà in queste società se la maggior parte dei dentisti è pronto per la pensione? Assumeranno dentisti stranieri (dall’Africa, dall’est Europa, dalla Cina)? Non penso che molti italiani vorrebbero essere curati da tali soggetti (a parte quel 10% con poca o nulla disponibilità). In America hanno risolto con la figura del Dental Therapist, ma qui la legge lo VIETA esplicitamente. Inoltre anche la figura dell’odontoprotesista si troverà ormai bloccata da questa legge.

Quindi gli effetti della legge saranno limitati nel breve termine, (salvo qualche contenzioso promesso dall’ANDI…), ma si sentiranno molto fra qualche anno quando ci sarà la vera rivoluzione nel mondo sanitario dovuto alla curva demografica. Allora si che la professione avrà un epoca d’oro (saremo pochi e richiesti) a meno di non distruggerla completamente permettendo anche ai non laureati di esercitare la professione stravolgendo lo stesso DDL.

Si parla di cambiamenti radicali…. personalmente penso che per il momento abbiamo perso un’occasione per modificare la realtà, una realtà a cui però eravamo già abituati da vari anni…

dr.Tiziano Caprara

Legge, 04/08/2017 n° 124, G.U. 14/08/2017 : L’esercizio dell’attività odontoiatrica è consentito esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409, che prestano la propria attività come liberi professionisti. L’esercizio dell’attività odontoiatrica è altresì consentito alle società operanti nel settore odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e all’interno delle quali le prestazioni di cui all’articolo 2 della legge 24 luglio 1985, n. 409, siano erogate dai soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla medesima legge.

Scritto da Dr. Tiziano Caprara

Coaching e Mentoring in Odontoiatria Laureato all’Università di Bologna. Si interessa da più di 10 anni di gestione dello studio dentistico. leggi tutto Website: http://www.tizianocaprara.com

2 commenti

  • Roberto Calandriello scrive:

    La legge è un pastroccio omnibus all’italiana.
    Il Governo ha confezionato un vestito a Enel, Unipol, Generali e altre due big farmaceutiche.
    Dell’odontoiatria non frega a nessuno, d’altronde le nostre rappresentanze erano occupate ad altri progetti.
    È un decreto che della concorrenza ambisce ad aprire ai mercati del riciclaggio e autoriciclaggio.
    Comunque delle due, l’interpretazione ottimistica è quella che serve per…….
    Non dico oltre.

  • Grazie Roberto, la penso esattamente come te. Vedremo cosa succederà. In ogni caso in America dove questi “poteri” sono molto più organizzati (ci sono 24 catene che detengono il mercato delle strutture) non hanno sostituito la libera professione; malgrado la loro forza economica non arrivano oltre il 10% (e solo nelle zone urbane ad alta densità di popolazione, altrimenti sono percentuali molto più basse).

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