Il gruppo editoriale Edra/Lswr l’azienda che pubblica da 70 anni l’Informatore Farmaceutico proprietaria di Doctor33, Farmacista33, Odontoiatria33 (...altri 33?) Dental Cadmos, Doctor News ha organizzato il 21 settembre a Milano “Odontoiatria 2.0 rivoluzione per aggiornamento e comunicazione”.. I dati pubblicati sono stati molto interessanti; riguardavano la presenza sul web e il rapporto con la pubblicità esterna di noi dentisti e il pensiero dei pazienti. Molti di questi valori hanno confermato alcune ricerche che avevo realizzato in questi anni riguardo pazienti e dentisti, ciò significa che se le ricerche sono realizzate in maniera obiettiva e corretta raggiungono risultati simili. 

Riassunto di alcuni dati sulla presenza sul web e pubblicità dei dentisti: 

33,2% ha un sito dedicato (50,8% strutture; 45% studi ass.; 28,3% monoprof.)

18,5% ha la pagina social (prevalentemente FaceBook)

72,6% non si attiverà per il social ; 20,1% è possibilista; 7,3% sicuramente si

 

3.000 euro è l’investimento medio annuale in pubblicità (penso sia stata un pò difficile fare la media con le grosse strutture che spendono importi vicino ai 100.000 euro); 

47,4% spende non più di 1.000 euro/anno

84,6% non utilizza la pubblicità e chi la fa usa  47,4% giornali e 33,3% volantini

48,7% è soddisfatto della pubblicità (significa che il 51,3% è insoddisfatto?); il  21,8% non riesce a valutarne efficacia

 

Pensiero dei pazienti sulla pubblicità: 

45,8% dei pazienti giudica utile la pubblicità dello studio per capire i servizi offerti

28,9% la giudica poco professionale (ahi ahi ahi... è una lama a doppio taglio...)
25,3% la usa per capire le tariffe

 

Oltre a tali dati ci sono state altre informazioni e riflessioni.

Senz’altro si nota un basso interesse da parte del dentista per la pubblicità e per la presenza sul web. Il fatto che solo un terzo abbia un sito professionale, non è certo un valore alto. Tuttavia lo considero un fenomeno che presenterà una futura crescita anche se lenta. Qualcuno all’incontro si aspettava risultati diversi. Personalmente non penso ci sia da meravigliarsi, se si conosce la professione dall’interno. Noi dentisti siamo persone molto pratiche (almeno chi gestisce uno studio monoprofessionale o associato...). Se dobbiamo impiegare risorse e tempo su determinate iniziative vogliamo sapere come e perché hanno funzionato e con chi.  Non ci bastano le teorie di aziendalisti o universitari spesso ricavate soltanto da libri o da storie di grandi aziende, che nulla centrano con il nostro mondo. A noi servono esperienze vissute e pratiche. 

Tutti noi sperimentiamo giornalmente il passaparola. Sappiamo che ci porta l’80% dei nostri pazienti e ci fa piacere che questa ricerca lo confermi: “è ancora il passaparola a condizionare la scelta del dentista. In particolare si considera i consigli di amici e parenti (54,5%), oppure si continua ad andare dal dentista di famiglia (25,9%)” Quindi non c’è da meravigliarsi che l’attenzione del dentista si concentri maggiormente  sulla comunicazione interna e sul rapporto medico paziente, rispetto alla promozione esterna (tipica delle strutture di capitali in cui non esiste tale rapporto). Quello che però  meraviglia è che un collega all’incontro dica:  “I risultati sono stati, per certi versi, molto sorprendenti. Il paziente, genericamente, ha ancora una certa ritrosia a scegliere l'odontoiatra solo attraverso messaggi di comunicazione ma cerca di instaurare un rapporto fiduciario, fondato su informazioni fornitegli da amici, colleghi di lavoro, medici di famiglia” Sono risultati sorprendenti questi? C’è da sorprendersi che lo dica un dentista. Infatti solo chi gestisce un vero studio professionale e ha una visione completa della realtà odontoiatrica, può affermare che tali dati sono esperienze quotidiane, ricavate dai rapporti con i pazienti.

Un altra conferma della ricerca è che “il fattore prezzo non sembra essere così determinante nella scelta del dentista” . Infatti “l'11,8% dichiara di averlo scelto (il dentista) in base alle tariffe proposte”.  Tale valore è in linea con le ricerche precedenti, riguardanti la scelta del dentista in relazione all’aspetto economico.

Molto utile l’informazione inerente la frequenza presso le varie strutture

Solo il 6,2% dichiara di rivolgersi a strutture di capitali. Personalmente noto che che questo afflusso sembra essersi rallentato. Tuttavia si potrebbe prevedere ancora un ulteriore sviluppo fino ad un tetto del 10%. 

Un 1,1% si rivolge al turismo odontoiatrico (alla faccia di Striscia la Notizia... ). Questi dati sembrano confutare tutti gli articoli in cui si pubblicizza un enorme affluenza presso le strutture ungheresi e croate. Senz’altro è un fenomeno attuale (ridotto negli ultimi tempi), ma che trova più conferme nei media che nella realtà.

Il 2,7% usa gli ambulatori pubblici, come già nel passato. Tale valore rimane costante anche perché è difficile che tali strutture possano ampliarsi in numero o nell’orario . 

Molto interessante, perché di difficile rinvenimento, è il dato riguardante i pazienti che si rivolgono al dentista convenzionato:  2,4% un valore molto più basso di quello che potrebbe percepire nei nostri studi. ù

 

Concludendo, si evince una realtà odontoiatrica ancora molto ancorata al dentista di fiducia, monoprofessionale, non molto presente sul web, che impegna una quota ridotta per la promozione esterna.

Questo ultimo punto è molto interessante. Dalla ricerca risulta che il dentista non investe sulla comunicazione esterna. Tuttavia, per chi conosce la professione dall’interno, si sente un'intensa voglia di comunicare all’esterno la propria professionalità. Probabilmente la limitazione a tali iniziative dipende dalla variabilità di risultati e dalle componenti economiche oltre ad un terzo fattore molto importante che è l'inesperienza di chi offre servizi in tal senso. Già il fatto di parlare di ”pubblicità” e “marketing” significa non comprendere cosa sia una professione sanitaria. In futuro forse avremo persone più esperte o più legate alla professione, che potranno supplire e offrire reali servizi in tal senso (non solo volantini...)

Si può dire che non ci siano state grosse novità o forse meno di quelle che ci si aspettava. Una novità forse c’è stata. Durante l’incontro qualcuno ha affermato che “i concetti di riservatezza e deontologia professionale sono difficili da scrostare...” scrostare?... Questa è una novità! La deontologia, mi risulta, non si possa scrostare, in quanto è un valore, non un atteggiamento. Non si possono scrostare i valori. Senza di loro non ci si può considerare un professionista. Sarebbe meglio che valori indelebili quali la riservatezza e deontologia fossero ben ancorati in noi, per non dimenticarci mai chi siamo, indipendentemente per chi lavoriamo. 

Anche in questo incontro si è affermato che lo studio monoprofessionale è inadeguato ai tempi attuali. Senz’altro esistono “professionisti inadeguati” (sia nella grossa sia nella piccola struttura), tuttavia lo studio monoprofessionale oggigiorno è ancora (anzi di più) la struttura che meglio di ogni altra può adattarsi ai cambiamenti di mercato. Dal punto di vista economico  ci possono essere anche delle difficoltà (spesso legate al professionista più che alla struttura), tuttavia i titolari di molti studi monoprofessionali hanno una redditività molto maggiore dei colleghi proprietari di grosse strutture, che decantano numeri importanti, ma che poi alla fine nascondono grosse spese e difficoltà.  Inoltre nello studio monoprofessionale (o associato) il paziente ha la possibilità di scegliere un rapporto personale con un odontoiatra/dentista di fiducia che lo conosce per nome e lo tratta come persona e non come un numero da sbrigare velocemente.. 

Ed è questo ciò che cerca maggiormente (ricerca Quaeris 02-2024).

 

Dr.Tiziano Caprara

 

I risultati e gli interventi si possono trovare sul loro portale Odontoiatria 33: 

http://www.odontoiatria33.it/cont/pubblica/inchieste/contenuti/7542/odontoiatria-luci-ombre-sulla-professione-digitale.asp

Commenti  

# Paolo Battezzato 2020-07-28 08:30
Bell’articolo, complimenti, d’accordo al 100%. Saluti, Paolo (ANDI Vercelli).
# Dr. Tiziano Caprara 2020-07-28 08:33
Grazie Paolo. Vedo che abbiamo la stessa visione dell’informazione, che spesso manca nei siti “aziendali”.
# pino 2020-07-28 08:31
perfettamente d’accordo, soprattutto con l’ultima frase! Pino(Treviso)
# Dr. Tiziano Caprara 2020-07-28 08:33
Ciao Pino. Si parla tantissimo di pubblicità (che alla fine veicola il 20% dei pz, ma che interessa più alle aziende e ai consulenti che la vendono) e magari si dimentica ciò che il pz vuole. Solo chi vive come noi in trincea e si relaziona con il pz sa quelle cose che difficilmente possono venire insegnate. Un saluto
# Fausto 2020-07-28 08:32
Come sempre non deludi le mie aspettative, complimenti!!..e grazie per questa boccata di positività!!
# Dr. Tiziano Caprara 2020-07-28 08:34
Cerco di essere più obiettivo dei siti aziendali che parlano di professione. Mi ricordo che in un editoriale del 2010 del Dentista Moderno scrivevano “La maggior parte degli esperti ha infatti decretato la morte dello studio monoprofessionale”…morte…non sapevo neanche di essere ammalato. Poi all’interno ci trovavi la pubblicità di un bel franchising….
La realtà esiste però spesso vogliono farcela vedere più brutta di quello che è. In questo modo ci spaventano e possono convincerci ad accettare le loro soluzioni.
Noi dentisti abbiamo bisogno di notizie reali e corrette (meglio se positive…c’è ancora qualcuna..) solo così potremo motivarci per portare avanti uno studio e motivare assistenti e pz.

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