4 maggio... Molto probabilmente sarà questa la data della ripresa (non si parla di riapertura perché non eravamo chiusi). Forse sarà un’apertura selettiva, riservata soltanto a certi ambiti lavorativi o a alcune regioni meno esposte.

Qualche collega non vede l’ora, altri sono un po’ preoccupati non avendo ancora i DPI, per lavorare in sicurezza. Senz’altro dovremo aspettare le indicazioni della CAO e Ministero, che arriveranno probabilmente la prossima settima. Tuttavia chi non si è ancora organizzato in attesa di tali protocolli, sarà molto difficile che possa riprendere il 4 maggio, considerando l’attuale difficoltà nel reperimento dei DPI (c’è il rischio di saltare tutto maggio) ...

Questa chiusura forzata ci ha fermato per 38 giorni.  Per molti colleghi è la prima volta che trascorrono così tanto tempo senza lavorare... In questa situazione abbiamo passato molte fasi emotive: all’inizio paura (non mi sarò mica ammalato) poi preoccupazione (quanti soldi perderò), a un certo punto rilassatezza (ma si godiamocela...) e alla fine disperazione (oddio non si potrà più riaprire)...

Ognuno ha avuto il tempo per pensare, meditare, rilassarsi, anche se la mente ritornava sempre  alla nostra attività e alle azioni da intraprendere per prepararci. Stare a casa e non poter far niente non è un comportamento che si addice a un titolare di attività ad alto costo, come lo studio dentistico.

I colleghi si sono attivati a seconda delle zone. Pochissimi hanno lavorato continuamente (rischiando grosso... per se e per gli altri...); la maggior parte ha effettuato solo delle urgenze; altri hanno anche organizzato degli incontri con il personale o se il personale non se la sentiva di venire in studio hanno attivato delle riunioni online; alcuni sono rimasti semplicemente a casa...

Qualsiasi sia stata la situazione, adesso manca poco al 4 maggio e quindi bisogna prepararsi per la ripartenza, sperando che non spostino questa data... Tuttavia penso che un eventuale slittamento di tale termine, potrebbe non trovare più la collaborazione dei cittadini e della componente produttiva del paese… per questo considero questa ipotesi difficilmente realizzabile. (salvo per le zone più colpite)

A questo punto manca circa una settimana, cosa possiamo fare dopo tutti i webinar formativi e informativi che ci siano sorbiti in questi giorni? Ci dicono riorganizzarci, di aspettare le linee guida, di trovare soluzioni, di “alzare il morale alle dipendenti” …. ma alla fine cosa devo fare praticamente, oltre a iscrivermi a dei gruppi Facebook?

Chiaramente ognuno di noi avrà fatto la lista dei DPI e dei nuovi protocolli. I webinar su questi argomenti sono stati innumerevoli e ognuno si sarà fatto un’idea. A suo tempo anch’io scrissi un articolo su tale tema.

Dopo questa analisi e sperando che le nostre ricerche su internet o la partecipazione a gruppi di acquisto, ci abbiano permesso di trovare tutto, dobbiamo passare alla seconda fase: TESTING o meglio PROVARE.

Questa è la parte più importante di tutte. E’ inutile comprare le FFP2 per scoprire lunedì 4 maggio alle 10:00 che non riusciamo più a respirare… oppure che non abbiamo abbastanza camici per trattare tutti i pazienti. Inoltre potrebbe accadere che tutto quello che abbiamo discusso via skype con le assistenti venga completamente vanificato una volta che iniziamo a lavorare....

E’ facile leggere un testo o discutere di un determinato comportamento; molto più difficile è metterlo in atto, magari in situazioni di stress (come accadrà i primi giorni).

Lunedi 4 potrebbe essere una tranquilla giornata di lavoro o un inferno da dimenticare…dipenderà da noi e soprattutto dal nostro personale.

A questo punto la parola d’ordine è prepararsi. Questi sono gli ultimi giorni di “vacanza”, ma anche quelli che possiamo meglio utilizzare per essere pronti. I primi giorni infatti non sapevamo tante cose, non avevamo i DPI e giravano un sacco di leggende metropolitane (e webinar inutili)… adesso abbiamo già le idee più chiare e quindi le azioni diventano più precise.

Ciò che possiamo fare è trovarci con le assistenti in studio per provare la realtà futura: testiamo il flusso del possibile paziente dal momento in cui ci chiama a quando arriva in ambulatorio; cronometriamo la vestizione dei DPI; analizziamo i movimenti delle procedure operative; misuriamo i tempi della sanificazione; vediamo i passaggi fino alla sua uscita.

Personalmente il fatto di provare queste cose mi ha fatto capire un sacco di cose. Pensavo di essere a posto quando ho preso 10-20 mascherine FFP2 senza filtro, ma quando le ho provate e capito che dopo due ore praticamente non respiravo. Questo sarebbe stato ancora peggio se l’avessi capito durante una giornata operativa.

Anche il fatto seguire il flusso di pazienti, ci ha fatto capire meglio qual era il momento giusto per dare gli appuntamenti e non ingolfare segreteria o sala d’attesa

Per non parlare dei tempi della sanificazione e vestizione/svestizione che se non calcolati portano a ritardi mostruosi...

A questo punto non dobbiamo “alzare il morale al personale” (come leggiamo in certi finti articoli che in realtà rimandano solo a iscrizioni di gruppi o siti...), ma va compreso che il ruolo del personale non sarà più come prima.

Innanzi tutto se lo lasciamo a casa c’è il rischio che dopo due settimane ci troviamo a che fare con persone completamente nuove. Tutte le informazioni che si ricevono stando bloccate a casa possono modificare alcune emotività e pensieri. Ci sono stati infatti dei casi in cui le assistenti hanno deciso di licenziarsi per paura del contagio. Altre che si sono rifiutate di venire a lavorare in attesa dei nuovi protocolli del Ministero della Sanità.... tutte cose che magari potevano essere evitate con una adeguata informazione da parte del datore di lavoro.

Per questo è importante non solo parlarsi, ma anche trovarsi e provare .

Il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” ci dice che: non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale e un’adeguata pulizia/areazione dei locali

Questo per noi è realmente un momento di necessità. Non possiamo riprendere senza aver prima testato DPI e procedure. E se abbiamo già fatto delle discussioni a distanza, possiamo provare quanto detto magari anche con poche persone alla volta, in questa fase senza pazienti.

Se non coinvolgiamo il personale non potremo avere la loro collaborazione. Il ruolo del personale sarà sempre più importante, poiché le problematiche organizzative e medico legali dipenderanno molto da tali collaboratori. Sarà bene formarle adeguatamente e ottenere la loro collaborazione per evitare che ci siano sopravvalutazioni o sottovalutazioni del problema.

Per fare questo bisogna però provare provare provare.... Stare sedute a casa davanti ad uno schermo non servirà a capire tutte le problematiche che nascono quando ci si inizia a immergersi nella realtà.  Possiamo vederle in studio le mattine a giorni alterni.

Certamente c’è un costo (diverso che averle in cassa integrazione), ma questo ci verrà ripagato in collaborazione e velocità al momento in cui inizierà la ripresa...

In bocca al lupo a tutti

Tiziano


Non so come sarà settembre, ma so che il personale ricoprirà un ruolo ancor più importante di quello che ricopre oggi

Il personale ausiliario che vogliamo

Il programma verrà modificato in base alla realtà attuale